domenica, aprile 10, 2011

Concerto notturno


Piccolo banco di prova per testare i limiti della mia attrezzatura. Il buon Fabio mi ha chiesto di immortalarlo durante un concerto proprio nel locale dove io e lui, insieme a un gruppo di amici dilettanti con la passione per la fotografia abbiamo esposto alcuni scatti.
Non volendo essere invasivo con il flash e non avendo il supporto di un'illuminazione specifica all'interno del locale ho usato la mia nikon d7000 a 3200-6400 iso e il 17-55 2.8 e l'85 1.8 sempre a tutta apertura.
Ho scattato rigorosamente in raw, lavorando poi i file in lightroom recuperando le ombre più scure e intervenendo sul rumore con un valore di circa 10 su una scala di 100.
La serie completa qui.

Nikon 35-70 f 2.8: piccola recensione.


Quasi per caso mi è capitato tra le mani questo obiettivo, un nikon 35-70 2.8 fisso, ottica diciamo quasi "vintage" con zoom a pompa e autofocus, ecco una piccola recensione.
Come premessa doverosa vi anticipo che si tratta di impressioni personali, vi allego qualche scatto di prova ma non mi sono messo a fotografare mire ottiche o a fare test mtf o quant'altro, insomma sono solo pareri personali. Posso solo dire che almeno in questo caso non ho avuto tentazioni "partigiane" per difendere a tutti i costi un acquisto oneroso in quanto la lente in questione è particolarmente abbordabile.
Nel mercato dell'usato si trova abbastanza facilmente a prezzi che vanno da poco più di 200 euro ai 350 euro circa. Alcuni esemplari di quest'ottica soffrono di un'opacizzazione di una delle lenti dovute al collante, problema noto che si può risolvere facilmente in laboratorio con un intervento che va dai 100 ai 150 euro.
Attraverso porta portese sono entrato in possesso di questa lente, in condizioni veramente buone, solo qualche leggero segno di usura ma dal funzionamento meccanico pressochè perfetto e con lenti esenti da segni, muffe o opacizzazioni varie.
L'ottica ovviamente è full frame vista la sua età e pur essendo una lente dalle caratteristiche professionali presa in mano impressiona per leggerezza e compattezza soprattutto se paragonata con uno dei mostri attuali come il 24-70 2.8 della stessa nikon. La costruzione è tutta in metallo con la ghiera dei diaframmi, cosa che a me trasmette sempre una magia unica anche se poi dalla mia d7000 i diaframmi vengono gestiti direttamente attraverso il corpo esattamente come gli obiettivi di oggi.
Evitando le ovvie considerazioni sulla focale limitata su una aps-c ecco le mie considerazioni.
L'autofocus funziona, non è un fulmine rispetto al 17-55 2.8 o al 70-200 2.8 nikon ma fa il suo lavoro in modo assolutamente soddisfacente; non sbaglia un colpo e la velocità è paragonabile al tamron 17-50 2.8 che ho avuto modo di provare.
Dal punto di vista ottico c'è poco da dire, la lente è strepitosa sotto ogni punto di vista. Dal punto di vista della qualità, dello sfocato, della resa ai bordi la lente è molto, molto buona. Se evitiamo le discussioni da pixel peepers diciamo che le vere differenze rispetto ai blasonati obiettivi nikon odierni è una resa cromatica diversa, più morbida, con passaggi tonali più delicati. Io adoro il contrasto e la saturazione del 17-55 ma in questo caso, scattando in raw, ci vogliono pochi secondi per avere lo stesso effetto con questa lente. Facendo qualche scatto alle mie figlie devo dire che la sua vocazione come lente da ritratti (su aps-c diventa un 52,5-105) è confermata e anche la dolcezza tonale diventa un pregio che fa dimenticare in fretta il "technicolor" odierno.
Gli scatti che vi riporto sono stati effettuati in raw e convertiti con lightroom dove l'unico intervento blando è stato qualche leggero ritocco alle luci.
Lascio a voi le considerazioni pur limitate dai pochi e semplici scatti che vi ho postato.
La galleria completa qui.

lunedì, marzo 14, 2011

MetroDown


Il gioco è iniziato quasi per caso con l'iPhone, scatti rubati durante il mio quotidiano percorso metropolitano. L'applicazione del telefonino selezionava a caso l'effetto da aggiungere e produceva degli scatti piuttosto gradevoli e interessanti, resi sicuramente ancor più accattivanti dal formato "quadrato" generato dalla piccola fotocamera. Dagli scatti a caso sono passato a selezionare in modo specifico l'effetto desiderato e continuando a scattare alla fine mi è venuta la voglia di controllare completamento il risultato ottenuto senza affidarmi alle elaborazioni precostituite del picccolo iPhone. A parte la difficoltà di scattare in metro senza destare reazioni, l'aspetto più interessante è stato quello di sviluppare le foto in bianco e nero. Nell'era del digitale infatti il sensore registra sempre e comunque l'informazione completa e scartando a priori l'automatismo della camera per produrre jpeg in bianco e nero mi sono scontrato con la difficoltà di sviluppare in modo "decente" i raw scattati.
Mentre una foto a colori generata direttamente dalla macchina o sviluppata usando le impostazioni "predefinite" (orrore lo so) può essere comunque una bella foto, il bianco e nero necessita di interventi in post produzione molto più specifici perchè il risultato standard con la foto semplicemente desaturata o poco più generalmente rende la foto semplicemente piatta e grigia. Ovviamente molto dipende dallo scatto originale ma non avendo a disposizione un sensore in bianco e nero bisogna imparare a gestire le informazioni presenti nel file per scegliere quelle che poi contribuiranno al risultato finale.
Insomma, una bella esercitazione su lightroom oltre ovviamente al piacere della ricerca dello scatto che evidenziasse questo strano tema della metropolitana osservata "dall'alto verso il basso".
Qui la galleria completa.

martedì, febbraio 22, 2011

Hipstamatic






Difficile dire realmente quello che penso riguardo queste foto. Mi piacciono tantissimo ma la loro bellezza deriva dal mezzo e non dal fotografo.
Un iPhone e un programmino (Hipstamatic) che emula lenti, pellicole e flash differenti che simulano gli effetti che potete vedere nelle foto. Trovato il soggetto non ho neanche perso tempo a scegliere quale combinazione di lente/pellicola volevo provare, ho "agitato" l'iPhone e il programmino ha scelto a caso tra le opzioni e io ho solo inquadrato e scattato; altra "agitata" e altro scatto e così via.
Questi effetti sono ovviamente ricreabili anche con Photoshop su foto normali ma il concetto divertente e se volete affascinante è proprio il mezzo in se e la filosofia della "lomografia", ovvero scatta senza pensare.
Il risultato è, per i miei occhi, divertentissimo e molto gradevole pur con tutti i limiti del caso visto che stiamo parlando di una fotocamera di un telefonino e di un pesante intervento software ma il programmino (qualche euro in tutto) nasce proprio per questo.
Credo sia un gioco che stufi presto ma per il momento conto di divertirmici ancora un pò.

sabato, febbraio 19, 2011

Guida semiseria per fotografi dilettanti con famiglia al seguito

Qualche piccola considerazione semiseria per chi ha la passione della fotografia e si muove con moglie e figli e non vuole perdersi neanche uno scatto. 
  • Non importa quanti anni hanno i vostri figli, se vi vedranno scattare vorranno farlo anche loro quindi mettete nel budget una compatta da dare loro. Oltre a questo mettete in conto che quando scaricherete le foto sul computer dovrebbe per forza pubblicare anche quelle fatte dal resto della famiglia (e non vi stupite se saranno più belle delle vostre).
  • Regola imparata al tempo degli scout: portate solo quello che potete trasportare. Considerate che nessuno della famiglia sarà disposto a incollarsi un cavalletto o un pesante teleobiettivo mentre è quasi sicuro che dovrete portare voi borse, giacche, zaini, acqua e viveri per il resto del gruppo quindi fate in modo che la vostra attrezzatura fotografica occupi meno della metà dello spazio e del peso che potete permettervi.
  • Vista la presenza di moglie e figli non riuscirete mai a pianificare un orario con precisione perciò dotatevi o di un cavalletto e/o di un fisso la cui luminosità inizi con 1. Tutte le marche hanno nel loro listino un 50 mm 1.8 piuttosto accessibile e girano nell'usato cinquantini 1.4. Il cavalletto è forse l'accessorio più importante, il primo da comprare dopo il corpo e il primo obiettivo perchè vi permette di fare foto che altrimenti semplicemente non fareste. Il fisso luminoso invece vi permette di compensare una parte del ritardo accumulato quando arriverete finalmente nel posto da voi scelto e la luce sarà ormai poca. Una lente 1.4 vi permette di guadagnare almeno mezz'ora, forse un'ora rispetto a uno zoom economico che parte da 3.5.
  • Nonostante le insistenze della moglie portatevi sempre la macchina quando scendete, fosse anche per accompagnarla a guardare una vetrina esotica; lo spunto migliore vi si presenterà sempre quando non avete la macchina a portata.
  • Per lo stesso motivo non fate mai mettere a posto la borsa fotografica a vostra moglie quando caricate la macchina, non la troverete mai più. Un buon trucco è fare finta di dimenticarla a casa e ricordarsene quando state per partite ed è troppo tardi per smontare tutta il bagagliaio e l'unico posto disponibile sarà sulla cappelliera o in cima agli altri bagagli.
  • Dimenticatevi foto a lunga esposizione, una macchina su un cavalletto rappresenta una tentazione irresistibile per la vostra prole che toccherà, inciamperà e ribalterà senza pietà il treppiede. L'unica salvezza è saldarlo al terreno ma non è praticabile.
  • Controllate sempre di avere pile di riserva e una scheda di memoria, altrimenti verrete sbeffeggiati dalla famiglia per le prossime 5 vacanze.